Abramo in valle Bormida

Il "fegato" babilonese

Che non si tratti di un semplice "fegato" di pecora pare evidente... i nomi presenti sull'oggetto sono termini come "le porte della citta'", "la sconfitta dell'esercito nemico", "il palazzo". Se comunque ci trovate una qualche parentela con i nomi anatomici delle parti del fegato teniamo presente che gli antichi dottori greci, fondatori della moderna epatologia, si basarono proprio su questo modello di creta per assegnare questi nomi al vero fegato (credendo che questa mappa geografica fosse appunto un fegato). In anatomia, si usano dunque, a tutt'oggi, nomi geografici dell'antica Europa per indicare alcune parti di questo nostro organo.

E' altrettanto evidente che il fegato babilonese, il fegato ittita e il fegato etrusco sono uguali sia nella forma che nei contenuti, come prontamente possiamo constatare osservando i due oggetti uno accanto all'altro:

Il fegato etrusco e il fegato babilonese, uguali nella forma e nei contenuti

Nel fegato babilonese le parti a "destra" (quelle settentrionali nella mappa e nella figura) sono dette "regioni amiche" (pars familiaris), quelle sinistre-meridionali-bassofigura (al di sotto della catena alpina) sono "regioni nemiche" (pars hostilis), il che ci fa capire chi siano gli alleati geografici dei Babilonesi (possessori della mappa) in questa epoca antica.

Rispetto alla mappa etrusca, quella babilonese e' molto piu' curata nei dettagli. In particolare si distingue bene che la morena di Ivrea (la parte finale a sinistra, che si rimpicciolisce, della catena alpina) scende verso il sud (mentre il fegato etrusco non riporta questa inclinazione).

Il fegato etrusco e il fegato babilonese, uguali nella forma e nei contenuti

Allo stesso modo, il fegato babilonese scende nei particolari e mostra maggiormente l'inclinazione della penisola italiana, a differenza di quello etrusco che tondeggia il tutto senza che se ne colga l'inclinazione.

Con i nomi "amutu", "usuratu kayyanatu" e "siru" vengono indicate le parti generali dell'oggetto. Abbiamo poi una serie di regioni che hanno, in ordine alfabetico, questi nomi in lingua akkadica (tra parentesi i logogrammi sumeri):

Nella figura seguente, la ricostruzione dei luoghi italici indicati nella mappa babilonese con i percorsi di "ispezione del fegato" raccolti nelle tavolette "Pan Takalti":

Babylonian and Assyrian paths belong Italy and Europe (Pan Takalti itinerary)

Sono presenti poi dei "marks" che indicano nei commentari quanto avviene nelle regioni a cui si riferiscono:

Il fegato/mappa BM 50494

Nel numero 62 della rivista "Revue D'Assyriologie Et D'archeologie Orientale" ci sono parecchie pagine scritte da Jean Nougayrol riguardanti il fegato babilonese contrassegnato dalla sigla "BM 50494".

Rispetto al piu' conosciuto fegato babilonese ci sono alcuni nomi che sono gli stessi e che quindi ci permettono di confrontare i due oggetti, sebbene questo secondo reperto sia purtroppo incompleto mancando quasi tutta la zona settentrionale tra cui la montagna piu' importante che abbiamo visto essere il monte Cervino (il babilonese Ubanu, "monte Banu"):

Il fegato babilonese BM 50494, mappa dell'Italia nord-occidentale

Tenendo conto che il monte Sibtu (il Monviso) e la serra d'Ivrea sono presenti in entrambe le mappe, possiamo subito constatare che la pianura piemontese viene rappresentata accuratamente. La zona verticale in bassorilievo presente al centro della mappa e chiamata "canale del fegato" e' facilmente individuabile nella pianura piemontese sopra e sotto la strisca collinare del Monferrato settentrionale, come mostrato nella seguente immagine:

Il canale del fegato babilonese e' la pianura piemontese

E dunque possiamo affermare, tenendo presente la traduzione in francese di Jean Nougayrol:

Dal fegato ai polmoni (hasu)

L'ispezione canonica del territorio raffigurante il fegato della grande creatura geografica termina con il Sibtu e il circostante Niru che abbiamo visto essere il Monviso e le Alpi occidentali. Nei commentari dell'epoca, l'ispezione prosegue inoltrandosi nel territorio raffigurante i polmoni della medesima grande creatura geografica.

Anche nel caso dei polmoni siamo in presenza di termini quali "il fiume", "la riva del fiume", "il palazzo" e via seguendo, che evidenziano la realta' geografica descritta in tale raffigurazione.

Essendo "hasu" il termine akkadico indicante il territorio relativo a tali polmoni e' immediato pensare alla regione Assia, in lingua tedesca Hessen, abitata anticamente dai Catti che notoriamente sono poi diventati "Hatti" e infine "Assi" attreaverso le mutazioni del termine dovute alla seconda rotazione consonantica dell'alto-tedesco. E' interessante notare che i Catti erano una delle tribu germaniche che insieme venivano chiamate Alemanni le cui consonanti L-M-N sono le stesse del termine latino "pulmo-pulmonis" con la prima lettera "p" che in quanto B=P e' il prefisso semitico indicante lo stato in luogo (dunque "polmone" come "B-Alemannia", "in Alemannia/Germania").

La scarsa disponibilita' di testi antichi riguardanti questo territorio rende difficile la ricostruzione esatta dei luoghi descritti. Uno dei punti cruciali e' sicuramente quello del "Uban hasi qublitu" ("Middle finger") che sembra avere le medesime caratteristiche del monte Cervino (Ubanu) presente nella mappa che nell'ispezione canonica precede quest'altra mappa, un po' come negli atlanti che si cambia territorio passando da una pagina all'altra ma alcuni luoghi sono necessariamente al confine tra le due regioni:

In alcuni testi si cita la presenza di altri "diti" ma si specifica che quello principale resta comunque nel suo solito posto (vedi "YOS 10 39:7", "There are two middle fingers of the lung, the one place normally, the other stands upon topo of the cap").

Camuni nella terza riga della mappa

Come mostrato nella figura seguente, le iscrizioni camune denominate "masso di Bagnolo" e "stele di Arco" sembrano indicare che il territorio camuno sia quello corrispondente alla terza riga del fegato babilonese:

I Camuni nella terza riga del fegato-mappa babilonese (masso di Bagnolo e stele di Arco), The third row of the Babylonian liver map

Kakku, la battaglia

Tralasciamo cosa viene inteso dagli esperti con il termine "kakku" (Leiderer lo descrive come un'escrescenza del fegato, un pezzo di tessuto carnoso a forma di clava...).

C'e' concordia sul fatto che e' importante la direzione in cui punta questo "kakku", nei commentari babilonesi infatti il kakku viene sempre espresso come un'entita' che punta verso qualcosa. A seconda di cosa punta e di altri fattori, ecco che la situazione viene detta favorevole o sfavorevole. Si e' quindi cercato di catalogare le interpretazioni relative ai kakku ma non si e' ancora trovata una formula che definisca esattamente quando un kakku sia favorevole o meno, e credo bene che sia cosi' perche' ogni episodio va visto in una luce geografica e storica, non certo anatomica.

Qualche certezza l'abbiamo. Koch-Westenholz afferma che in tutti i testi da lei tradotti i riferimenti ai kakku sono esclusivamente legati alle battaglie o alle forze armate:

Esaminiamo alcuni passaggi e notiamo come un kakku, tradotto come Weapon, possa semplicemente rappresentare una battaglia (che peraltro e' questo il suo significato esatto quando viene tradotto in altri testi che non sono "divinatori"):

Appare evidente che si tratti di battaglie e a seconda dell'episodio, e delle forze in campo, cambia il fatto che tale battaglia sia favorevole o sfavorevole, come spesso viene indicato in questi casi. Nell'ultimo passaggio sopra elencato abbiamo una battaglia che si svolge nei pressi del Cervino/Matterhorn (Ubanu, the Finger) e il conseguente arrivo del nemico nel territorio sacro rappresentato da questa montagna.

Riportiamo a questo punto un passaggio dei piu' significativi riguardanti Piemonte e Liguria, una delle battaglie di Sargon di Akkad nella regione Niru (the Yoke), con la sua parte medio-destra che dovrebbe corrispondere alla provincia di Cuneo:

Sisitu, la neve dei Babilonesi

Pensando che queste mappe geografiche siano i modelli del fegato di una pecora, gli esperti traducono la parola "sisitu" come "membrana". In particolare, Leiderer (ASbL 33, Abb.41) identifica questa membrana come "a common skinlike covering of holes made by larvae".

Ma vediamo meglio di cosa si tratta esaminando i casi dove compare questa parola.

Nei casi appena esposti abbiamo il territorio coperto dalla neve (e' questa la "membrana"), nel primo caso sappiamo che e' la Lombardia (Well-Being), nel secondo non compaiono riferimenti che ci indichino dove avviene lo scontro tra i due eserciti (uno dislocato sul percorso superiore e uno su quello inferiore).

Non e' difficile immaginare come la neve possa portare confusione tra i soldati dell'esercito, tanto piu' che proveniendo dalle zone mediorientali si suppone che nessuno di loro possa aver mai visto in vita sua la neve. Fosse anche che gia' la conoscessero, rimane comunque un bel problema ritrovarsi, in tale epoca, in mezzo a una regione coperta completamente dalla neve.

Abbiamo una conferma che questa sia neve leggendo alcuni passi che parlano della neve nella Presence, la "stazione" (a parte Koch-Westenholz, che usa il termine "presenza", da altri esperti viene usato il termine "stazione, "Station"), probabile colonia (da ipotizzare sulla costa tirrenica) da dove partivano le ispezioni della regione. Nel brano seguente la regione e' coperta dalla neve e il re si ammala. Nel passaggio successivo si ribadisce la presenza di questa neve, insolita per la regione, e che a causa della malattia il re non e' sopravvissuto.


Iqquripus, lo zodiaco nella valle del Po

In un libro di Labat ("Un calendrier babylonien des travaux, des signes et des mois") viene riportata una lista di costellazioni associate ai nomi della mappa e ai nomi dei mesi dell'anno. Riportiamo di seguito il testo tradotto da Koch-Westenholz (pagina 24):

Regione Divinita' Mese dell'anno Costellazione
Manzazu (Presence) Enlil Nisan Hired Man (Aries)
Padanu (Path) Shamash Ayyaru Bull of Heaven (Taurus)
Pu tabu (Pleasing Word) Nusku Simanu True Sheperd of Anu (Orion)
Dananu (Strenght) Ninurta Dumuzu Crab (Cancer)
Bab ekalli (Palace Gate) Belet-Ekalli Abu King of the Palace, the Bow-star with the King-star (Regulus)
Sulmu (Well-being) Adad Ululu Raven (Corvus)
Martu (Gall-Bladder) Anu Tasritu Scales (Libra)
Ubanu (Finger) ... Arahsamna Scorpio
Sibtu (Increment) ... Tebetu Belet-Balati (Vega)
Niru (Yoke) ... Sabatu Giant (Aquarius), Yoke of the Land (Arcturus)
Nar amuti (River of the Liver) ... Addaru Stars (Pleaides), Venus

E' interessante notare che le costellazioni dello zodiaco, tenuto conto che la prima colonna si riferisce ai nomi delle regioni italiane, sono disposte in cerchio intorno al fiume Po proprio come le conosciamo disposte nel cielo (e queste conoscenze astronomiche dello zodiaco e' dal tempo dei Sumeri che ce le portiamo dietro, non sono nomi inventati recentemente).

Regione Nome Zodiaco
costa tirrenica Manzazu (Presence) Ariete
Appennini Padanu (Path) Toro
costa adriatica Pu tabu (Pleasing Word) tra Toro e Gemelli (Orione)
Veneto-Friuli Dananu (Strenght) Cancro
il fiume Adige? Bab ekalli (Palace Gate) Leone (di cui e' parte la stella Regulus)
Lombardia Sulmu (Well-being) Vergine (a fianco del Corvo)
Alpi settentrionali Martu (Gall-Bladder) Bilancia
monte Cervino Ubanu (Finger) Scorpione
Monviso Sibtu (Increment) Capricorno (vicino a Vega)
Alpi occidentali Niru (Yoke) Acquario

Potrebbe quindi essere che per riconoscere l'esatta posizione di certe regioni si facesse ricorso a questi accostamenti, cosi' da ricordarsi con precisione che nella valle c'e' prima questa regione, poi l'altra e via dicendo.

Ma se facciamo attenzione c'e' di piu'... siccome il segno dei Pesci viene proprio da collocarlo nella zona tirrenica dove ci sta l'acqua, tutto questo farebbe supporre che sia stata la penisola italiana a dare i nomi allo zodiaco e non si tratti quindi di semplici accostamenti applicabili a qualsiasi regione circolare (come lo puo' essere la valle del Po, un po' ovaloide ma abbastanza circolare da essere rappresentata zodiacalmente).

In breve, non e' da escludere che la tuttora sconosciuta origine dei Sumeri sia a ben vedere europea (considerate tutte le cose che stanno venendo fuori, dall'antico regno di Subartu a quanto altro stiamo esponendo).

Discesi in Mesopotamia dalle "terre alte", cosi' si racconta, ecco che molte cose della loro mitologia si spiegano senza fare ricorso a una loro presunta origine "extraterrestre" (provenivano si' dai luoghi alti, ma si tratta appunto dei luoghi alpini che conosciamo, dove peraltro l'osservazione astronomica e' da definirsi in condizioni ottimali per essere svolta con successo).

Subartu

Nei commentari che parlano della regione tra il Monviso e le Alpi Liguri abbiamo la citazione di un attacco di Subartu e la sua caduta nel mezzo della pianura.

Sibtu, Subartu, Liguri Sabates

Notiamo, nel testo del commentario, la descrizione della parte posteriore del Yoke (le Alpi occidentali) come sia serrata come i "denti di una sega" ma non saprei dire se questa zona posteriore sia il versante francese, quello italiano o forse anche la zona costiera (tra le parentesi quadre potrebbe esserci l'indicazione della "parte sottile" del Yoke, corrispondente nelle mappe alla costa ligure-francese e ben descrivibile come "denti di una sega").

Nel primo dei due esempi vengono riportate due notizie (attacco di locuste che non lasciano nulla da mangiare, oppure attacco di Subartu e sua caduta nel mezzo della pianura). Sono due i casi possibili, che gli avvenimenti siano accaduti entrambi nello stesso momento oppure che si riferiscano entrambi allo stesso luogo ma siano accaduti in epoche diverse (avvenimenti riuniti nell'indicare le diverse cose accadute in questo luogo, dipende se l'iscrizione e' relativa a un itinerario-ispezione soltanto o se sia riassunto di precedenti itinerari-ispezioni).


Akkad, la terra di Sargon

Citiamo subito il passaggio che parla di Akkad e della sua distruzione:

Il punto di riferimento da individuare per capire dove ci troviamo e' il Dyeing Vat, che viene tradotto anche come Crucible ("crogiuolo"). Il nome originale e' NASRAPTU ed esiste parecchia documentazione su questa regione. Una prima impressione che mi sono fatto leggendo i testi e' che si tratti della penisola italiana come nome intermedio tra quello babilonese antico NAPLASUM e quello piu' recente MANZAZUM (con il mantenimento pero' della sigla NA come identificativo della regione, sono gli stessi commentari babilonesi a segnalarci questi particolari).

Nella mappa e' chiaro che la zona e' la nostra ma in sostanza Nasraptu potrebbe anche riferirsi al mare Adriatico, e il percorso (Path) della spedizione (nel caso si fosse passati dal Nasraptu) sarebbe stato effettuato con le navi piuttosto che con i carri.

Comunque sia, penisola Italiana o mare Adriatico, nella citazione abbiamo che esistono due percorsi che si uniscono nella parte superiore e in quella inferiore di questa regione. E succede che nella sua parte posteriore avviene la distruzione di Akkad.

Per parlare di Sargon, il "re dei quattro quarti del mondo", occorrerebbe una pagina solo per lui. Mi limito a segnalare come estese, all'incirca nel 2350 avanti Cristo, la sua dominazione ovunque tanto che nella sua vecchiaia tutti i paesi intorno gli si ribellarono ma lui ebbe ancora il tempo di sconfiggerli e fu guerra anche con Subartu tanto che la conquisto' interamente e mai si ebbe un dominio esteso come il suo (tutto cio' viene riferito dalle numerose iscrizioni risalenti a tale epoca).

Ebbe con lui inizio la dinastia di Akkad che per generazioni tenne il titolo di "re di Akkad e di Sumer" fino a che non vennero altri dominatori e una nuova dinastia a regnare.


Rimus, king of the world

Uno dei protagonisti, nel bene e nel male, della storia europea fu Rimus, re del mondo all'incirca nel 2300 avanti Cristo. Nella parte di mappa relativa alle attuali pianure germaniche viene espressamente citato:

Ci sono due "Left Rise" (zona indicante le pianure germaniche verso il mare) e si uniscono alla catena alpina e il Left Seat (le pianure) e' nero (colore a cui non sappiamo ancora che significato associare): omen ("presagio" ma anche dichiarazione altisonante, direi) di Rimus (il re del mondo di cui trovate qui di seguito elencazione in lingua inglese delle sue gesta).

Bibliografia