Abramo in valle Bormida

Re: Territorio e fecondita' umana


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Inviato da: carlo il September 14, 2002 at 06:54:55:

In risposta a: Territorio e fecondita' umana
Inviato da Mauro il September 14, 2002 at 02:46:01:

: Dario scrive:
: : ... un tempo nel quale il mondo
: : aveva scarsa popolazione, non c’era
: : la viabilita’ romana, e le foreste
: : erano impenetrabili...

: Non c'erano solo foreste impenetrabili (in
alcuni
: luoghi sicuramente, vedi la famosa foresta dei
: cedri "alpina"). Come esempio di
: regioni "urbanizzate" sono sufficienti la
: civilta' terramaricola presente in ogni zona
: fluviale-lacustre e che parte dal 4000 avanti
: Cristo e anche prima (se non milioni, sono
: centinaia di migliaia di persone), e poi ci
sono
: tante altre realta' disseminate ovunque come la
: civilta' del Tavoliere grande quanto una
: metropoli moderna, tipo i quartieri periferici
: interminabili di Londra (tutte casette basse).

: Teniamo conto della fertilita'. Una piccola
: colonia di 50 coppie con una natalita' di otto
: figli a testa, puo' superare il milione e mezzo
: di unita' nel giro di sole otto generazioni (e
la
: mitologia e' piena di questi riferimenti di
: fecondita' come la nascita dei Mirmidoni, i
: discendenti del Giacobbe italico in Egitto,
: oppure Urano che alla fine ci deve pensare
: Saturno a fermarlo). Tutta quanta la civilta'
: terramaricola o quella celtica potrebbe essere
: stata il frutto di una singola barca giunta in
: epoca primordiale.

: E vale anche il senso contrario di una barca di
: selvaggi galli-vichinghi che, raggiunte le
coste
: mediorientali, vengano portati in trionfo come
: esseri soprannaturali. Comunque vada, la
: curiosita' degli scribi per un nuovo mondo fino
: allora sconosciuto porterebbe il fiorire di
: storie leggendarie (ecco per esempio il "quando
: in alto", l'epopea akkadica di un luogo
lontano ,
: il "popolo della regione oltre", "^BR-^M",
: foneticamente "Abramo").

: Non penso neanche che per stabilire un
: collegamento primordiale occorra cambiare il
modo
: di scrivere semitico (non sulle pietre come
: riporta la Bibbia, anche se poi non tutti
seguono
: tale indicazione) mentre in altri luoghi usano
: tavolette di creta e segni cuneiformi o la
: scrittura geroglifica (la stele di Zignago e'
del
: 3000 avanti Cristo, perche' la sua scritta non
: puo' essere altrettanto antica?, ma di questo
ne
: abbiamo gia' parlato nel forum cosi' come del
VEL
: etrusco che nasconde la parola DGY, i "pesci"
: semitici, che al contrario e' YGD, AGADE
akkadica
: di Sargon-Mose').

: Resta comunque il discorso della fecondita'
umana
: ed episodi come quello del "pesce" Oannes che
: aveva una testa umana sul petto (l'oblo' di una
: nave da cui si affacciava una persona) e la
sera
: si allontanava dalla costa (portavano la barca
: lontano dagli indigeni) per mostrare come
: l'equipaggio di una nave potrebbe cambiare
: completamente le sorti culturali di una
regione.

: Sicuramente non mi sarei mai messo a cercare di
: portare ordine in questo ginepraio... ma e'
: venuta fuori l'evidenza dei fegati-mappa che
non
: e' mica una banalita' (una mappa geografica dei
: luoghi alpini in terra mediorientale, con tutti
i
: commentari che riportano gli episodi
riguardanti
: questo territorio). Sarebbe molto piu'
complicato
: il caso contrario che tutti lo vedano come
mappa
: geografica e io volessi dimostrare che questo
: oggetto e' un fegato di pecora (mi ci vedo a
: voler dimostrare come, in certi casi, un paio
di
: centimetri quadrati di questo organo vengano
: descritti cosi' minuziosamente che ci vuole una
: lente di ingrandimento per vederci bene
: eccetera... una follia veramente).

: E parlando di "pecore" mi e' rimasto impresso
: quello che ho letto nella tavola sui regnanti
di
: Lagash. Che c'entra una "pecora" con i re di
: Lagash? E' cosi' importante citare
tale "pecora"?
: Ecco come la pecora potrebbe essere la regione
: europea (il fegato come Italia-Germania) e
tutto
: quanto il mosaico inizierebbe a prendere la sua
: forma definitiva.

: Penso siano molto piu' fantasiose altre
: ricostruzioni (per esempio Oannes come
astronave
: spaziale) mentre qui diventa tutto
comprensibile,
: inclusa Atlantide (Atlas-Atlante che tiene
sulla
: testa il MONDO, M-ONDO, "di ANDA-ANTA", e' come
: Shu che sorregge NUT-ANTA-INDIA-ONDO) e sono
gli
: Egiziani che se la ricordano come un'isola
: aldila' del Mediterraneo (vedi anche nel fegato
: etrusco gli Atlas-TLUS, i conoidi-montagne-
: vulcani che caratterizzano la penisola
italiana).

: Saluti,
: Mauro
: http://www.cairomontenotte.com/abramo/

Caro Dario,
mi fa, intanto, molto piacere riaverti qui. La
tua passione per l'antico è, per me, un motivo di
stima verso di te, che esprimo anche a tutti gli
altri. Sono convinto che approfondire la
conoscenza delle origini sia un modo per rendere
più salda la nostra civiltà.
La teonomasiologia è un metodo. Consiste
nell'osservare i nomi degli dèi (isolati dal
contesto grammaticale)e paragonarli tra loro. I
nomi non sono flatus vocis. Sarebbe flatus vocis,
a maggior ragione, la storia. I nomi degli dèi in
particolare sono stati osservati e conservati
intatti per lunghissimo tempo per norma religiosa.
Le leggi della fonetica, alle quali sei devoto,
sono già cambiate varie volte, benchè ferree. La
competenza di Manuel va dimensionata: se lui dice
che tar vuol dire solo 'tagliare', io, che sul
tar ho riflettuto a lungo, non sono tenuto ad
accettare (anche se lui sa la grammatica ed io la
sto solo imparando). E' uno dei significati: AL
TAR, il Conquistatore, significa questo. Ma Ish
tar non significa questo, e nam tar nemmeno. E
taru, l'accadizzazione di tar, ha anche un
significato di giro, di cambiamento ciclico. Mi
stupisce, ad esempio, che non traspaia dalla sua
lettura diretta del cuneiforme, un fatto
semplice: la scrittura alfabetica 'bar' non
lascia discussioni sul significato e sulla fonìa.
Il grafo cuneiforme che si può esprimere con bar
ha 18 significati diversi, che solo in parte sono
ascrivibili alle diverse lingue che hanno usato e
adattato il cuneiforme. Manuel dirà: la diversa
collocazione nella frase... Sta di fatto che il
grafo alfabetico e quello cuneiforme
corrispondono solo dopo aver scelto il
significato giusto tra i diversi possibili.
Aggiungi il fatto che il sumero parlato puro
risale al periodo preaccadico, mentre la massa
dei testi a disposizione è del periodo
postaccadico, dove si può supporre un'avvenuta
fusione tra il sumero e l'accadico, e la
notazione di Storia Antica dell'università di
Cambridge (che è casuale la corrispondenza tra il
nostro ordine dei segni grafici e quella sumerica
di questo periodo OS, old sumerian) e vedrai che
la mia ipotesi è meno peregrina.
Nota che è giusta una osservazione di Manuel -che
dobbiamo conoscere le caratteristiche di fondo
della civiltà sumera-, solo che esclude che io ne
abbia la facoltà, perchè non conosco la
grammatica ricostruita da chi riesce a tradurre
direttamente. La civiltà sumera ha lasciato il
segno per 2500 anni, con sumerogrammi che si
ritrovano fino al 200 a.C.
Io riconosco il lessico direttamente legato ai
nomi degli dèi. Yazilikaya (XIII sec. d.C.) va
osservato. Vi si vede l'archetipo DA DUE UNO.
Significa che tutto ha origine da due (e non da
uno, come pensiamo noi). Il Cielo e la Terra si
uniscono e nasce il mondo. Questo significa,
secondo me, che io posso cominciar a leggere dal
secondo elemento scritto: E ZEN è ZEN E.
L'agglutinazione EZEN, festa, viene da pratica
scrittoria. EZEN ZENANDAS è la festa del KAR MUR,
sumera, A ki till accadica.
MEN SAG era la scrittura sumera originale; SAG
MEN è la stessa scritta da un accadizzato.
Anzichè ridere su questa ipotesi, che viene da
uno che ha osservato a lungo le parole isolate da
un contesto grammaticale, io indagherei a fondo.
Può darsi, alla fine, che risulti anche
sbagliata, e che io abbia trovato innumerevoli
esempi attraverso connessioni illusorie. Ma, non
dividiamo (ZA ZU) prima. La zizzania non aiuta.
E' difficile che io faccia connessioni scorrette
sui nomi degli dèi, mentre è possibile e
probabile che possa sbagliare sulle parole
comuni, che addirittura non conosco. SAG US è
Saturno. SAG MEN è testa corona, parola sacra:
qui comincio ad andar fuori campo. Più in là sono
muto.




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