Abramo in valle Bormida

Pezzo di Graziani


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Inviato da: carlo il September 30, 2002 at 07:20:10:

In risposta a: Indirizzo della tavola di Agnano
Inviato da Mauro il September 29, 2002 at 18:57:51:

: : La ricerca di -
: : "space.tin.it/io/davmonac/sanniti/smagnon.ht"
: : non ha prodotto risultati in nessun documento.

: Manca "ml" in fondo all'indirizzo:

:
http://space.tin.it/io/davmonac/sanniti/smagnon.ht
: ml

: Concentriamoci su questa tavola. Il suo
contenuto
: e' alla portata di tutti, un elenco
: di "divinita'" e qualche parola (come lo STATiF
: che nel retro della tavola non compare,
lasciando
: la lista pulita dei nomi di queste localita').

: Anche senza parlare di Bibbia (quella verra'
dopo
: come conseguenza) il contenuto geografico di
: questa tavola e' ineccepibile (altro che
: calendario...).

: Saluti,
: Mauro
: http://www.cairomontenotte.com/abramo/

Capo II: lo cito come esempio della ricerca del
nome di Ceneta


Probabilità delle origini e del nome della Città


Intendiamo di dare una sola congettura sulle
origini ed il nome della Città, ma non però con
le sole consuete asserzioni dei secoli scorsi.
Che il nostro suolo fosse abitato in antico assai
e lo tenessero gli Euganei, lo è provato pure per
la lapide scoperta qui in Castel Roganzuolo nel
1843, che edita fu dal prof. Furlanetto in una
tavola aggiunta alle patavine iscrizioni , e
che, raccolta imprima dalla famiglia Fabbris,
veniva da essa, nel 1872, donata poi al Museo di
Ven; lapide che trova riscontro in altre due di
Pozzale e di Lozzo di Cadore di più recente
rinvenimento e che stanno nella Collezione di
Pieve di Cadore. Già il Denins, nel quadro
storixx.o statistico di Italia (Milano 1806)
diceva: Sembrava Ceneda più di origine Greca, che
Romana o teutonica. Certi detti e voci qua
conservate ne lo appoggeriebbero . I Rheti, dai
quali altri dissero fabbricata Ceneda, credonsi
prole degli Etruschi, cioè dei Lidii; senonchè
Dempstero e Panvinio fanno sinonimo, per certi
tempi almento, gli Etruschi e gli Euganei. Già i
popoli si sovrapposero: e, colla lingua, anche le
iscrizioni si mescolavano di Etrusco o Lidio e
di Euganeo greco; greco, poiché la voce Euganeo
significa generoso, (eugeneia), nella lingua
appunto dei Greci. Ma questi greci Euganei
vennero scacciati tra le alpi dai Veneti secondi,
od Antenoridi, pervenuti posteriormente dalla
Paflagonia; e pensiamo noi, che questi Veneti
almeno qua si fissassero , detta Veneta la
nostra Chiusa delle alpi; Chiusa armata pure,
come dicemmo, da Augusto contro il ritorno invece
degli Euganei tra i monti dopo le deduzioni che
si ne faceva. /4/
La pronuncia del c. aspro dura tuttavia nel
nostro popolo, che pure Ceneda esprime col Cèta;
onde la trasformazione della aspirata di Heneta
in Ceneta. Quei Veneti, che sinum circumcolunt
mari, (e forse anche i primi) avrebbero quivi
attestato un loro confine col K significato della
parola, o con il loro nome. Né, latino sarebbe il
nome di Ceneda, se pure nel Lazio vi avevano i
Ceni vinti da Romolo; (né le colonie già erano
dette latine dal popolo colonizzato che vi
importasse il suo nome, ma dal Laz.e diritto.
Alcuni invece ne deducevano la denominazione dal
Celtico Kenet (sorriso), per la amenità del sito
di Ceneda; ma Celti non erano i Ven; notando
benissimo il Luigier, nella prefaz.e alla Ven.
Storia, che opposti furono sempre i Ven.i ai
Celti; e temuti da Brenno dietro del tergo,
mentre pure vincea il Campidoglio onde sembra
impossibile che i fuggiaschi faciessero Vicenza
Belluno Feltre ed altri luoghi, come ha il
Manfrin. I Gallo Celti trassero primieramente in
Ital. nel 165 di Roma, cioè al tempo di Tarquinio
Prisco; e sarebbero quei Ven.i che Strabone, L.5,
farebbe scendere dal gallico oceano (in dubbio
agli dei Paflagoni), e condottivi da Bellovaso,
il nipote del celtico re Ambigato, re dei
Biturgi, e che fece Milano ed altre città.e Nel
183 prima dell’era volg.e, il figlio del gran
Marcello difese i Ven.i dalle celtiche tribù. Ed
i Gallo Celti occuparono poscia la mad. Roma nel
364 con Brenno, chiamativi dall’Illiria da Arunte
di Chiusi contro ai romani; e sarebbero i Ven.i
Illirici di Erodoto, od i Germanici di Aventino e
Costantino Porfirogenito, dacchè i Celti
occuparono pur la Germ.a (Cluv.o introd. Geog.a
L.3.C.I.). Vennero finalm.e l’anno di R.a 569,
onde i romani opponevano loro la fabbricazione di
Aquileia. Ma i primi, coi loro connazionali,
rimanevano nella lombardia ed in altre basse
parti di essa; i secondi, ebbero già i Veneti a
ostili; e seguivano il romano partito già i
Veneti anche fra la seconda Punica Guerra; i
terzi frenati furono al di là di Aquileja.
Vi arebbero dunque i Celti, come tali, a far
nulla con la fondazione e con il nome di Ceneda.
Rimarrebbe che gli Vunili, o Venedi, usciti
imprima dall’Asia una cosa istessa cogli Slavi
(Cluv.o Introd.e Geog. L.3.C.I), indi dalla
Russia meridionale, ed entrati già in Media in
Troja e nella Paflagonia, come accenna il
Levesque, che gli Slavi // 5 // dessero il nome
di Veneta a due città, l’una alla imboccatura
dell’Oder sul mare Svedese, l’altra nell’isola di
Rugen sul Venetico seno del Baltico, presso alla
costa de la Pomerania ed allo sbocco della
Vistola; a significare questo nome nella loro
lingua Corona o Confine; e stà pure, questi Celti
avere avuta la città Venetia nell’attuale Diocesi
di Vannes al di sopra dello sbocco del fiume
Ligero, per una pari ragione.
E così i Ven. I.i, già Rheti, e specialmente i
2.i (i Paflagoni Antenoridi), possono avere
denominato la località sovra di che noi
riposiamo, sempre come protesta di un loro
confine, nel tempo. Poscia una epoca di rovina e
di quasi abbandono lo si scorge di certo in
osservare il suolo di Ceneda. Ai Masotti, o
dintorni del cimitero attuale, si rivennero a 3
metri ossa umane fra i torrenziali trasporti già
intatti; freccie di rame e laterizi foggiati a
vaso ed infranti. Così, sulla piana della
Cattedrale, nel 1874, nel rifondare il vecchio
Com.e palazzo; e già prima, nel costruire ivi i
conduttori delle acque; e vi riposavano sui muri
bassi fondi la medaglia e la urna romana delle
restitutrici colonie.





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