Abramo in valle Bormida

Re: alla base del linguaggio numerico


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Inviato da: carlo il June 26, 2003 at 16:07:25:

In risposta a: alla base del linguaggio numerico
Inviato da mercurio il June 26, 2003 at 11:47:49:

: Tutto quello che leggo in questo forum è
: interessante, da una parte e dall'altra. Anche
se
: dà l'impressione di una ricerca divisa nel
: metodo, perché divisa nella finalità. L'uno
vede
: nell'altro la preoccupazione per un problema
: marginale se non perfino di un problema falso,
: pur riconoscendo le "evidenze" esposte
dall'altro.
: Personalmente insisto sul problema "astrologia"
: come possibile riferimento principale alla base
: del linguaggio numerico, quello che si
: trasmetterebbe invariato da una cultura
: all'altra. Per questo il cerchio è al centro
: della mia attenzione.
: Vorrei far notare (se non l'aveste già notato)
: che la divisione in lettere del cerchio
zodiacale
: fatta da Mauro alcuni giorni fa si aggiunge a
: quanto è stato detto successivamente su Ghilgal
e
: in qualche modo sembra legarsi a KILIB, il
: circolo, oltre che a INNUM, lo zodiaco.
: Interessante da approfondire sarebbe anche il
: tema della GABINA veste, citata da Carlo, e un
: suo probabile riferimento letterale alla parola
: Babilu (Kadingirra), la "porta degli dei". Che
: ne dite?

Caro Mercurio,
il problema della circolarità è il problema
centrale dell'antico. Stiamo riflettendo su
KILIB, Bruna ed io, alla stesura del prossimo
articolo Liber et alma Ceres.
Bisogna indurre a ragionare sulla circolarità
partendo dai classici.
L'opera di Virgilio è centrata sulla circolarità.
L'abbiamo visto nel Solstizio sbagliato e nel
concetto di Tardis.
Le Georgiche (scritte nel 37-30) finiscono col
primo verso delle Bucoliche (42-39):
Tityre, te patulae cecini sub tegmine fagi

Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi.

Il figlio del magistrato etrusco, Maro, aveva in
testa la circolarità.

I nomi sono un'altra cosa che si trasmette quasi
invariata: TIT Y RE vale rex it, ovvero tit, re
Sole. Tityre è un riflesso del sole. Sta
all'ombra, UM BAR, BAR UM, come LIBUM, dono del
Sole di Mezzogiorno, AN BAR.
I nomi sumeri sono stati dichiarati alieni da
studiosi alienati-alienanti e nessuno li collega
a quelli latini.
Il risultato è un mondo culturale parcellizzato.
Disperso il KILIB, nessuno riesce a collegare LIB
a LIBER e KI (di terra)di KI E RESH a Ceres,
nessuno vorrà collegare il liber, attraverso il
libellus, a Liber, nessuno vorrà libare agli dèi,
comprendendo che è sempre quel lib che collega a
LIB. Riflesso del 'cammino del Cielo' LIB ER.

Il vero grande ostacolo è quello di collegare la
nostra forma mentis lineare (da zero/uno a
infinito) alla forma mentis antica circolare (da
A ad A, da 2 a 1, il KILIB.

Il mio metodo di ricerca è la teonomasiologia, lo
studio comparato dei nomi degli dèi. Un materiale
così abbondante, i nomi degli dèi, che nessuno ha
trovato utile studiare in modo comparato.
Sull'importanza dei numeri sono d'accordo, a
cominciare dal fatto che noi riteniamo assoluto
che il conteggio cardinale cominci da uno, e
quello ordinale da zero, e non vogliamo pensare
che prima di Greci e Romani cominciavano, invece,
da due (maschio e femmina li creò, se non
confondiamo col passo biblico).
Per me è ragionevole, anche se piuttosto
bizzarro, che tutti abbiano ignorato i nomi degli
dèi come strumento, per via della scuola
teologica medievale, che mandava al rogo chi
toccava queste cose.
Non è assolutamente ragionevole ribaltare cio'
che è a est con ciò che era a ovest. E' vero che
l'urbanizzazione ha sepolto le tracce, ma questa
osservazione vale in contesti limitati, non su
tutto, perbacco!
Mi è utile che Mauro ragioni rovescio, perchè ha
una testa buona. Ma se non fissa dei punti fermi
esteriori, oltre che interni, rischia la moria,
follia, in greco.


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