Abramo in valle Bormida

Gilgamesh, Gibilgamesh, Gishginmash, Isdubar


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Inviato da: Mauro il June 26, 2003 at 19:39:51:

In risposta a: Re: alla base del linguaggio numerico
Inviato da carlo il June 26, 2003 at 16:12:56:

Carlo scrive:
: I nomi sumeri sono stati dichiarati alieni da
: studiosi alienati-alienanti e nessuno li
collega
: a quelli latini.

Ma dai... non te la prenderesti in questo modo
con tali studiosi se accettassi di capire il
caos in cui ci troviamo (sono ben altre le cose
da rimproverargli). Quello che dici non e'
possibile farlo con la giusta competenza perche'
non abbiamo le conoscenze necessarie.

I collegamenti si possono fare con la sostanza,
i contenuti, la traduzione. Gilgamesh sappiamo
che e' "albero che cammina" (il territorio visto
come albero oppure come persona umana) e tante
altre cose, ma non sappiamo con esattezza come
venisse chiamato. Sono partiti da alcune scritte
e hanno classificato in questo modo tutti i
segni cuneiformi. E' come se avessero studiato
l'alfabeto cirillico e avessero dato la sua
fonetica a tutte le lettere europee. In questo
modo la S e' una S solo quando siamo in Russia
mentre in altre parti sappiamo solo noi che
invece e' una C-K.

In presenza di parole come KA-DINGIR-RA
potrebbero essere tre fonetiche appartenenti a
tre realta' storiche-geografiche differenti,
pero' tramite le continue traduzioni sappiamo
cosa significa e questo non e' poco.

Gilgamesh e' la fonetica che si usava veramente?
Quando? Da chi? Ne esistono ufficialmente altre
tre di fonetiche: GIBILGAMEs, GIsGINMAs,
IsDUBAR. E' diventata famosa "Gilgamesh" ma gia'
il "mesh" e' tutto da determinare come fosse
detto veramente... e' il PLURALE! C'e' la M del
plurale semitico-aramaico e la S del plurale
spagnolo-inglese-indoeuropeo. E' chiaro che
dicendo "mesh" siamo in una fase gia' avanzata
dove vengono detti tutti e due i plurali cosi'
facciamo contenti entrambi.

E' c'e' anche il plurale egiziano che e' il
numero TRE, esattamente la caratteristica di
questo segno MEs (osservate l'originale).

Teoricamente sia i Sumeri iniziali ma anche gli
Hurriti avrebbero potuto esprimere tale plurale
dicendo il numero TRE con la propria lingua,
come se adesso noi dicessimo GILGATRE. In
entrambi i casi non sarebbe loro la fonetica
Gilgamesh ma di qualcun altro ancora (o di
nessuno se abbiamo preso la fonetica delle
sillabe da luoghi differenti).

Quelli che poi mettono ordine finale a queste
cose sono gli Aramaici dell'impero persiano
(erano stati inviati in ogni satrapia per una
nuova rivoluzione culturale). Prima di loro i
Neoassiri. Molte cose possono quindi essere
antichissime nei contenuti ma possono risalire
come fonetica all'epoca persiana o poco prima
quando il Latino gia' esisteva. E mi sembra che
l'unione dei due plurali (M semitico e S
indoeuropeo) nella fonetica del segno "mesh"
siano un'indicazione chiara che tale fonetica
sia un'invenzione recente tutt'altro che sumera.

Alcuni dizionari riportano magari che il segno
divino sumero "asterisco" si dice DINGIR ma se
questo DINGIR volesse al limite dire "divinita'
negra" non puoi certo dire che questa era la
fonetica dei primi Sumeri, e' una fonetica-
descrizione di qualcun altro in chissa' quale
epoca storica che e' stata applicata a quel
segno. E' anche ovvio che siano i Neoassiri e i
Neobabilonesi a dare le loro ultime
interpretazioni sul tema cambiando
inevitabilmente qualcosa (e una nuova fonetica
prende valore fonetico retroattivo su tutti i
segni uguali presenti nei testi precedenti).

Il Sumero vero e proprio che tu intendi, quello
conosciuto dagli Hurriti, e' il sistema di
scrittura. E' su questo che stanno lavorando gli
studiosi e le fonetiche gli servono
sostanzialmente per riconoscere i segni e capire
come vengono usati tali segni nella grammatica
globale del testo. Come venisse letto veramente
e' una cosa ancora da determinare.

Saluti,
Mauro
http://www.cairomontenotte.com/abramo/



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