Abramo in valle Bormida

Come al solito... nascono dal nulla?


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Inviato da: mauro il July 18, 2003 at 10:22:32:

In risposta a: ...continua
Inviato da Cartesio il July 18, 2003 at 09:19:28:

:Cartesio scrive:
E’ difficile in un solo, piccolo documento
: riuscire a trovare tante affermazioni
: falsificabili.

Non le stai falsificando. Stai solo mostrando la
deriva successiva.

: Pertanto la mia gioia è grande e
: mi ci tuffo.

: “Termini mediterranei”? Qui non stiamo
parlando
: di lingue male attestate ma di lingue
neolatine,
: il cui albero evolutivo è tutto testimoniato!
: Favella/favola/favellare derivano dal latino
: fabula/fabulari.

E' da dove viene FABULARE? Sempre dai segni che
ho indicato.

: “Hablar” dello spagnolo è la stessa cosa, solo
: che in quella lingua (per suoi propri
meccanismi
: linguistici generati probabilmente da un
subtrato
: locale prelatino) la “f” iniziale esita
: regolarmente in “h”: factus -> hecho;
formosa ->
: hermosa; filius -> hijo. Perciò di quale “ha”
: articolo ebraico vai blaterando?

Questa e' buona e mi stai dicendo che anche
questo proviene direttamente dagli stessi segni,
senza bisogno di questa h.

Puoi contribuire positivamente se ti metti
nell'ottica giusta. Mi stai dando ragione.

...
: Il nostro “chiamare” deriva palesemente dal
: latino “clamare (“De profundis calmavi ad te,
: Domine…”), e un minimo di sensibilità
linguistica
: ti dirà che il nesso latino “CL” è esitato in
: italiano in “CH”: clavis -> chiave; clericus -
>
: chierico; claudere -> chiudere.

Ma sono tutte cose che non hanno un inizio.
Clamare e' chiamare e con questo? Hai spiegato
l'origine linguistica del Latino?

Perche' CL? Sono i due suffissi ebraici K-L
insieme? Da dove vengono? Dovresti dare una
spiegazione della provenienza di questi termini.
Il mondo non inizia con la lingua latina come se
non esistesse nulla prima di lei.


: Il discorso dei dialetti è un capitolo simile:
: il “CH” può diventare “SH” in ligure, “C”
dolce
: in veneto (ciamar), ecc., ma la matrice è
sempre
: la stessa.

Qual e' questa matrice? Non e' il Latino e non
e' neanche una parola che proviene dal centro
dell'Asia dove si dice che siano nati questi
termini.

: Sono le regole di trasformazione
: fonetica che cambiano da una lingua/dialetto
: all’altra, e bisogna conoscerle, o
: almeno “sentirle”, prima di sproloquiare.

Stai sproloquiando con altrettanto sentimento.

: Sono le famose regole di trasformazione che
nel
: Germanico hanno descritto i Grimm, e che
servono
: per capire la deriva delle lingue indoeuropee
da
: un tronco comune, e di altre famiglie
: linguistiche (camito-semitica, ecc.) . Chi non
le
: conosce, o non vuol conoscerle, o non
le “sente”
: come leggi di natura, taccia di lingue.

Perche' perdi tempo in questo forum? Scrivere
cosi' significa che dovresti stare zitto,
tacere. Queste derive le conosciamo e stiamo
cercando di dargli un'origine e alcuni passaggi
iniziali di queste trasformazioni.


: Nel BLA dei fumetti forse (ma bisognerebbe
: interpellare chi l’ha introdotta per primo)
c’è
: il “blaterare” latino, e italiano, che
significa
: il parlare molto e a vanvera.

Ottimo, e' latino. Siamo nel territorio dove
c'erano questi alfabeti. Mi stai dando ancora
ragione. Da dove viene BLATERARE se non sempre
da questi segni? Non hai ancora presentato
nessuna ipotesi. Stai parlando come se il Latino
fosse calato dal cielo senza che ci sia stata
nessuna lingua che lo abbia formato.

: Il “blaterare” latino appare molto
onomatopeico,
: ma “hipoteses non fingo”.

Infine:
: e' un po’ patetico.

Ma devo risponderti?

Saluti,
Mauro
http://www.cairomontenotte.com/abramo/




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