Abramo in valle Bormida

LARISAL etrusco, ISRAALL


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Inviato da: Mauro il September 04, 2002 at 04:22:19:

In risposta a: sumerogramma 'mesu'
Inviato da carlo il September 03, 2002 at 07:19:46:

Carlo scrive:
: Perche' partire dalla seconda sillaba/segno...

Si puo' anche partire dal centro (che nel caso
mostrato corrisponde alla seconda sillaba che
dici).

Prova con la famosa parola etrusca LARISAL:

L-A-R-I-S-A-L

Partendo dal centro e leggendo alternativamente a
destra e a sinistra (una spirale che parte dal
centro):

I-S-R-A-A-L-L ("Israele")

Ci sono anche altri esempi di questa
lettura "circolare-spiralica":

HERCLE, CRLEHE ("CARLO" ma anche SRLEHE-Israeleee
con la C "sindoeuropea", "Celti-Selti")

E' anche questione di rotazione (in senso orario
HERCLE si legge RCELHE, foneticamente sempre
Ercole ma anche Rachele biblica).

NPTLY, Neftali figlio di Giacobbe, TLPYN,
Telepinu ittita

YVSP, Giuseppe, SVPY (il SUPI ittita, Te-sup,
Suppi-luliuma)

Y^QB, Giacobbe, Q^BY (il CAPO)

UNIALASTRES etrusco, ALSATIRNEUS "saturnico"


Naturalmente bisogna stare attenti anche al
contrario. Potrebbero esserci delle parole che
sono il prodotto di questa lettura circolare e
bisogna quindi fare il passaggio inverso.

Il mescolamento dei segni vale per tutto il
bacino mediterraneo. Minoici, Micenei, Egiziani e
Ittiti (i geroglifici ittiti-luvi) scrivevano
appunto con segni mescolati tra loro che non si
capisce proprio da dove inizia la lettura.

Di sicuro c'e' da dire che il rovesciamento delle
sillabe (EA come AE) puo' avvenire solo se il
segno proviene da due segni distinti che sono
stati successivamente uniti oppure a contatto con
popolazioni che trascrivono il segno in due segni
e poi leggono al contrario (con questa fonetica
che si impone e che trasforma la lettura usuale
di tale segno). Comunque sia e' possibilissimo,
anzi possiamo darlo per certo (e' sufficiente la
presenza attestata degli Egiziani nel bacino
dell'Eufrate mediorentale visto che loro usavano
appunto, fin dalla prima epoca sumera, singole
lettere sotto forma di disegni).

A proposito di EA ed ENKI. Se la seconda dinastia
sumera di E-ana quando fonda le prime
citta' "padane" cambia nome e diventa UNUK, a me
sembra che ci sia la connessione:

EA-NA come EA (il -NA potrebbe starci come famoso
genitivo akkadico)

UNUK come ENKI

Dal libro citato da Carlo:

"Ea, ad esempio, nome accado-babilonese di En Ki,
doveva essere Ae in sumero, dice, 'come prova il
fatto che in hurrita e in
hittita il nome del dio reso con Aya'."

Per me il termine AYA puo' essere la classica
bifrontalita' dei sigilli ittiti, AYA come YA
(EA) partendo dal centro (senza dimenticarci
il "Yh" biblico, la massima divinita' YhVh-Geova-
Giove).

Esiste anche l'incontro di Mose' con la divinita'
ebraica Elohim (Esodo 3:14) che gli dice "I am
that I am", "io sono quello che sono". Detto
cosi' non ci dice niente, mentre se leggiamo
l'originale possiamo notare "AhYh" ("io sono")
foneticamente uguale al termine AYA ittita:

AhYh AsR AhYh ("io sono quello che io sono")

Se ci fate caso il termine "AsR" ("colui che...",
un'espressione buona per indicare la massima
divinita') e' identico all'ASSHUR assiro (chi
parla e' la divinita' ebraica ALhYM e il brano
compare nel paragrafo intitolato "the divine name
revealed", "il nome divino rivelato").

Penso sia inevitabile che alcune parole facenti
parte della grammatica diventino magiche per il
loro essere continuamente ripetute. In una
declamazione contenente frasi che iniziano tutte
con "colui che" ("AsR"), questo "AsR" per chi
parla in un modo diverso diventa praticamente il
nome della divinita' ("AsR e' grande, AsR e'
potente, AsR eccetera...").

In questo senso abbiamo uno dei termini piu'
famosi della Bibbia, il verbo PARLARE-COMUNICARE
costituito dalle tre lettere AMR (ecco gli
AMORREI, l'AMURRU-ovest e anche la SUMERIA, "s-
AMR", "che e' parlare").


Saluti,
Mauro
http://www.cairomontenotte.com/abramo/

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